Il canto della cicala


Piccole strutture, Nisthilfen | realizzato nel Marzo 2022 | Grigioni

La cicadetta sibillae è una specie di cicala diffusa su un territorio che va dalla Campania alla Svizzera meridionale. Sul territorio elvetico, la sua presenza è stata rilevata soltanto nel 2015, grazie a uno studio sulle cicale mandatato da ProNatura. Ad oggi, si possono quindi contare in Svizzera un totale di 10 specie diverse di cicale, cicadetta sibillae inclusa.

Le popolazioni appartenenti a questa specie si distribuiscono esclusivamente tra il Ticino e il Grigioni italiano, mentre il numero di individui complessivo stimato varia tra i 500 e i 1'000 all’anno. Il maggior numero di colonie (12) si trova nel Luganese, altre 6 nel Sopraceneri e in Mesolcina e 1 nel Mendrisiotto, sul monte San Giorgio. Quest’ultima è anche una delle popolazioni più corpose dell’intero arco alpino e conta circa 200 individui all’anno.

A causa della progressiva scomparsa dell’habitat propizio al suo sviluppo, la cicala sibillae è stata recentemente inserita dall’Ufficio federale dell’ambiente nella lista rossa delle specie minacciate in Svizzera. L’insetto predilige infatti come luogo abitativo le aree calde e senza alberi, con qualche rado cespuglio soltanto. Un paesaggio tipico dei pascoli di montagna, il cui numero – dato il progressivo abbandono dell’agricoltura alpina – diminuisce sempre di più. L’avanzare della foresta, che riguadagna terreno e ricopre i pascoli, mette molta pressione sulla cicadetta, che rischia quindi di scomparire dal territorio svizzero.

Su incarico dell’associazione Mont Blanc – impegnata nella valorizzazione del paesaggio in Mesolcina –, Naturnetz è intervenuta per intrattere il pascolo di un contadino locale, dimora di una delle due popolazioni identificate nel Grigioni italiano.

Per una settimana, 5 civilisti guidati da un caposquadra dell’associazione si sono adoperati nel taglio dei numerosi cespugli di nocciolo sparsi per il pascolo, dei polloni dei castagni e di alcuni loro rami pericolanti o secchi. In tal modo, è stato creata una vasta superficie rada, proprio come piace alle cicale in questione. La legna tagliata è stata poi spostata e accumulata in grandi cataste lungo i confini dell’area, che fungeranno da rifugi per la piccola fauna locale.

La ripidità del pascolo, la secchezza dei prati e la presenza di molte foglie che rendevano il terreno un po’ scivoloso ha reso il lavoro del team di Naturnetz piuttosto faticoso. La soddisfazione è stata però grande quando, da parte del contadino e della fondazione, hanno ricevuto i complimenti per il lavoro svolto, oltre a bibite fresche e uno spuntino. In un momento conviviale, hanno anche potuto scambiare due chiacchiere con il contadino e porre alcune domande sulla storia del luogo e sull’importanza del sito.

Non esistendo ancora una letteratura specifica sull’habitat della cicadetta sibillae, il progetto è stato pionieristico e soltanto nei prossimi anni si potrà verificare se produrrà gli effetti sperati, ossia un aumento del numero di individui di cicala presenti in Mesolcina.


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